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Passaggio in ombra di Mariateresa Di Lascia

Passaggio in ombra di Mariateresa Di Lascia (Feltrinelli) è stata la lettura del mese del gruppo di lettura “Mestre, città di lettori“. Il gruppo si è riunito per discutere del libro venerdì 3 maggio 2019 alle ore 19.00 nella Libreria La Bottega di Manuzio.

Qui di seguito le recensioni di Carla Menon e di Loredana Facchinelli.

“Passaggio in ombra”, opera di Maria Teresa Di Lascia, è un romanzo che cattura il lettore piano piano fino a immergerlo completamente in una storia intensa, struggente, vera come la protagonista, Chiara.
La figura femminile in ogni età è descritta puntualmente, senza violare l’intimità serbata nel proprio cuore, come se si temesse il giudizio degli altri, della gente di un Sud ancora legato a leggi ancestrali, che costringono la madre di Chiara, Anita, ad allevare sua figlia nell’ombra di un passato buio che non perdona una donna senza marito, disonorata perché il frutto di un amore sbagliato rappresenta un marchio indelebile, che ti segna per sempre.

L’amore negato, le chiacchiere della gente, una coralità che ricorda quella degli abitanti di Acitrezza dei Malavoglia di Verga, si traducono a poco a poco in un lento e rovinoso destino per Anita, vittima di una cultura e una mentalità ancora radicata, mezzo secolo dopo il romanzo corale dedicato alla famiglia Toscano.
Chiara, figlia, nipote adorata, di una famiglia che vuole al tempo stesso proteggerla e “immolarla” a un destino già scritto prima della sua nascita. Non è libera di amare, di vivere come desidererebbe, perché su di lei come un’ombra qualcuno ha già deciso per la sua vita. Passaggio in ombra: storia e cronistoria di donne, che, per onorare la sacralità della famiglia, diventano ombre silenti , fagocitate dentro a un mondo che non riconosce loro dignità e rispetto.

Carla Menon

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Secondo il mio punto di vista confrontato ieri sera durante l’incontro di lettura con le compagne di viaggio, il destino di Chiara era già segnato dalla sua nascita e la condizione rimane come fissa nel tempo, soggetta a quell’inanità che ho riscontrato anche in altri personaggi della sua famiglia, primo fra tutti il padre Francesco. Considero invece Anita una donna moderna soprattutto perché lavora ed è indipendente e molto legata alla figlia senza mai insegnarle la conflittualità con il padre e i parenti. Infine due parole su Tripoli, donna Peppina e Giuppina, ma i personaggi sono talmente tanti con le loro storie che si fa fatica a comprendere appieno tutte le dinamiche che si intrecciano nel romanzo. Tripoli personaggio fastidioso, manovratore di destini altrui, donna Peppina incarnazione dei valori e dei legami familiari, Giuppina, colei che soccombe alla tradizione di una società antica, chiusa, fino a sacrificare quel figlio mandandolo a balia. Infine Saverio, l’amore che forse avrebbe cambiato la vita di Chiara e che invece le viene negato. Una vita in ombra perciò la sua, un passaggio in ombra nella vita…
Loredana Facchinelli

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