Blog: la bottega di Manuzio

Come preparare i dolci di Carnevale

Il libro di Marcello Brusegan ci fa scoprire la cucina tradizionale veneziana

 


caffè florianVenezia è stata grande in tutto, anche ai fornelli
, perché ha sempre privilegiato le due componenti fondamentali dell’arte culinaria, il sapore e il valore nutritivo.

Carnevale di Venezia 2015, “La festa più golosa del mondo”: non potrebbe esistere una tematica più azzeccata per riprendere in mano l’interessante libricino che Marcello Brusegan ha scritto nel 1997, un vero e proprio saggio sulle origini e i segreti della cucina tradizionale veneziana.

La cucina veneziana è stata influenzata dalla storia economica, politica e sociale della città e ha acquisito alcune caratteristiche peculiari che non hanno riscontro in altre cucine regionali: una di queste è la predilezione per i dolci. Proprio a questi ultimi, e nello specifico a come preparare i dolci di Carnevale, è dedicata un’intera sezione del testo corredata da ricette, curiosità storiche e aneddoti personali.
Così, ad esempio, Brusegan ci guida nella preparazione dei famosi Galani, dolci carnevaleschi che si consumano di solito a metà pomeriggio con un sorso di vino dolce:

 

GALANI (Galani o crostoli)

chiacchiere galani
300 g di farina “00”
zucchero a velo

60 g di zucchero semolato
sale, un po’ di latte

2 uova
un goccio di grappa

1 tuorlo
50 g di burro

 

  • Preparate l’impasto unendo la farina, le uova, il burro disciolto a bagnomaria, lo zucchero semolato, il sale, la grappa e il po’ di latte.
  • Impastate energicamente e quindi, con un mattarello o meglio con l’apposita macchina, tirate delle foglie sottili, che taglierete con la rotella dentellata in modo da ottenere dei rettangoli o dei romboidi di circa 5 cm per 12.
  • Lasciateli riposare coperti per circa un’ora. Friggeteli, quindi, nell’olio ben caldo.
  • Scolateli, asciugateli dall’olio in eccesso, spolverateli con lo zucchero a velo e portateli in tavola tiepidi o freddi.
  • Ricordo le mie vecchie zie che quando preparavano i galani avevano l’accortezza d’incidere al centro al centro di ognuno una piccola fessura che permetteva loro di “pescare” facilmente il galano dall’olio bollente infilzandolo, attraverso questa apertura, con un lungo ferro da calza. Ottimo sistema per non scottarsi e per scolare i galani dall’olio in eccesso.leandro bassano


Il volumetto presenta altre “golosità” tipiche del Carnevale e di altri periodi dell’anno, ma non solo.

È infatti un approfondimento a 360 gradi sulla cucina tradizionale veneziana, dall’antipasto al dolce, utile tanto per conoscere questo lato della storia della città (a questo proposito sono allegate delle gradevoli incisioni di venditori di cibo lagunari nei diversi secoli) quanto come supporto vero e proprio al momento di “mettersi ai fornelli”.

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Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.

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