Blog: la bottega di Manuzio

Teodora di Bisanzio e la sua fortuna nei secoli

Teatro, cinema muto, pittura, romanzo e fumettistica: le arti hanno subito e diffuso il fascino di Teodora

 

Sarah_Bernhardt_as_Theodora_r

Teodora interpretata da Sarah Bernhardt

Nessuna imperatrice di Bisanzio è conosciuta come Teodora, non solo per il celebre mosaico che la raffigura in San Vitale di Ravenna. Nell’Ottocento la sua figura è entrata con prepotenza  nel dibattito storiografico e nella divulgazione culturale. Il primo, ancor oggi, tende per lo più a rivalutarla ritenendola più che altro vittima delle malignità del suo storico. L’altra ha usato la sua fama nei modi più disparati.

Nella seconda metà del secolo la storia di Teodora è entrata nella rappresentazione teatrale e nel 1884 a Parigi fu rappresentato un dramma storico intitolato Théodora, composto da Victorien Sardou (1831-1908) in cui la parte dell’imperatrice fu affidata alla più nota attrice del tempo, la bellissima Sarah Bernhardt. L’opera di Sardou, di poca o nessuna aderenza alla storia, ebbe un notevole successo, rinnovato poi in altre città europee e anche negli Stati Uniti, e due conseguenze notevoli. La prima è che, sia pure in termini storicamente approssimativi, fece conoscere al grande pubblico l’imperatrice, fino a quel momento più o meno un’illustre sconosciuta dell’evanescente modo bizantino; la seconda è che aprì il noto dibattito sulla sua vera natura, con conseguenze che durano tuttora.

Teodora

Teodora interpretata da Sarah Bernhardt

Da una parte infatti si schierò la cultura accademica, rappresentata da Charles Diehl, che si sentì in dovere di difenderla e tracciarne il ritratto tuttora parte preminente nella storiografia scientifica; dall’altra si affermò l’idea dell’imperatrice lasciva e corrotta ancora viva ai nostri giorni: in sostanza una doppia Teodora, divisa secondo l’uso e il consumo della parte che la utilizza. Dal teatro Teodora passò al cinema muto e la più importante fra le produzioni del genere fu la Teodora di Leopoldo Carlucci del 1922 in cui l’eroina è interpretata dall’allora famosa Rita Jolivet. Di qui anche al sonoro con Teodora imperatrice di Bisanzio diretto da Riccardo Freda e con Gianna Maria Canale nella parte principale.

504px-Benjamin-Constant-L'Imperatrice_Theodora_au_Colisée

Benjamin Constant, imperatrice Teodora al Colosseo

La pittura a sua volta non si è sottratta al fascino di Teodora tentando diversi artisti e tra questi un posto di rilievo spetta a Benjamin Constant (1845-1902) con l’imperatrice Teodora al Colosseo, in cui compare una sovrana sensuale cinta di corona ma senza alcun aggancio al costume imperiale, e l’imperatrice Teodora seduta in trono che la mostra con corona e un ricco abito vagamente bizantino. Al celebre mosaico di Ravenna si ispira inoltre Galileo Chini nella sua decorazione per la sala della Cupola all’ottava Biennale d’Arte di Venezia del 1909. In tempi più vicini è poi Teodora di Bisanzio di Milo Manara, in cui la modella ispiratrice compare nella sua completa nudità con indosso un manto dorato sulle spalle insieme a una corona e a una collana in cui è evidente il modello bizantino.

Di pari passo alle arti figurative vanno poi la divulgazione e il romanzo storico, ancora una volta con la consueta partizione fra una Teodora «buona» e una «cattiva». Alcuni esempi sono rivelatori: l’americano Harold Lamb scrive un libro garbato e raffinato sui Teodora, in cui alla ricostruzione storica tutto sommato corretta si uniscono dialoghi fittizi, mentre in Italia nel 1885-1886 esce a dispense il romanzo storico Teodora di Italo Fiorentino, ripubblicato nel 1927, che è tratto dalla Storia Segreta ma con toni ancora più melodrammatici per le vicende che si svolgono nella città della depravazione come è Bisanzio.

manara teodora

L’imperatrice Teodora raffigurata da Milo Manara (dettaglio)

Ancora in Italia la fumettistica degli anni Settanta assesta un brutto colpo alla sua immagine: nell’industria pubblicitaria del fumetto pornografico, Teodora diventa infatti un personaggio di primo piano fra le numerose altre pubblicazioni del genere. Teodora, a cui il volto le è prestato da Brigitte Bardot, è una donna decisa e autoritaria che si fa strada nella corte della corrotta Bisanzio e il tutto è condito da violenza e sadismo. Con tanto accanimento ripetuto su Teodora, oggetto incolpevole di situazioni ambigue, è poi naturale che la mentalità collettiva ne abbia diversamente risentito, con giudizi quanto meno sprezzanti sulla sua figura, vista per lo più nell’accezione lussuriosa. E così, tanto per fare due esempi, Totò che vantava un’origine bizantina si esprimeva scherzosamente su di lei riferendosi con epiteti pesanti al passato licenzioso di «zia Teodora» e il cantautore Francesco Guccini nel testo della canzone Bisanzio dice di Giustiniano che era un imperatore «sposo di puttana». (continua…)

Per saperne di più su Teodora: Huguette De Lancker, Teodora, imperatrice d’Oriente, 1975.

The following two tabs change content below.
Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.
Elisabetta Ravegnani

Ultimi post di Elisabetta Ravegnani (vedi tutti)

Commenta questo articolo

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *