Blog: la bottega di Manuzio

Simonetta Cattaneo Vespucci (1453-1476)

Fu definita “senza uguali” per la sua bellezza. Morì giovanissima ma l’arte di Botticelli la rese immortale

 

1. Nascita di Venere

Sandro Botticelli, Nascita di Venere., 1484-1485, particolare. Firenze, Galleria degli Uffizi.

Simonetta Cattaneo nacque nel 1453 probabilmente a Portovenere da un’illustre famiglia genovese.  Nel 1468 sposò il coetaneo Marco Vespucci, membro a sua volta di un importante casato fiorentino, e a seguito delle nozze i due giovani sposi presero dimora a Firenze nel palazzo Vespucci. Il loro arrivo coincise con l’avvento al potere di Lorenzo de’ Medici e i due fratelli, Lorenzo e Giuliano, li accolsero nel palazzo Medici e in loro onore organizzarono una festa sontuosa, seguita da altre negli anni successivi.

Sandro Botticelli, Primavera, 1482 circa. Firenze, Galleria degli Uffizi. Il volto di Simonetta Cattaneo si identifica in quasi tutte le figure femminili.

Sandro Botticelli, Primavera, 1482 circa.
Firenze, Galleria degli Uffizi.
Il volto di Simonetta Cattaneo si identifica in quasi tutte le figure femminili.

Simonetta andava famosa per la sua eccezionale bellezza, al punto da essere definita «senza uguali» ed ebbe uno stuolo di ammiratori, fra cui Alfonso di Aragona, il futuro re di Napoli, che, a quanto si dice, si innamorò di lei quando nel 1473 fu presente per qualche tempo nella città.  A questi si aggiunsero Lorenzo de’ Medici ma soprattutto il fratello di questo, il giovane e affascinante Giuliano, che di lei sembra essere stato «amante riamato».  A lei Giuliano promise e dedicò la vittoria ottenuta nel torneo che si svolse il 28 gennaio del 1475 in piazza Santa Croce, dichiarando così pubblicamente la sua ammirazione e il suo affetto per l’amata. In questa occasione Giuliano combatté con uno stendardo su cui era un ritratto di Simonetta dipinto dal Botticelli, con l’iscrizione «Sans par», la donna che non ha paragoni, e a lei dedicò la vittoria ottenuta. Il premio per il vincitore, un elmo, fu consegnato a Giuliano dalla stessa Simonetta e l’avvenimento fu poi cantato poeticamente dal Poliziano nella sue Stanze per la giostra.

. Sandro Botticelli, Madonna della Melagrana, 1487. Firenze, Galleria degli Uffizi.

Sandro Botticelli, Madonna della Melagrana, 1487.
Firenze, Galleria degli Uffizi.

La sorte non fu però benigna con la bella Simonetta Cattaneo: nel 1476 si ammalò gravemente, probabilmente di tisi, e il 26 aprile di quell’anno spirò a soli ventitré anni. L’intera Firenze la pianse: fu portata attraverso la città vestita di bianco come una sposa, a volto e corpo scoperti per essere sepolta nella cappella Vespucci della chiesa di Ognissanti. Lorenzo il Magnifico, evidentemente commosso, ne descrive le esequie, così come altri scrittori del tempo. «da casa – scrive – al luogo della sepoltura fu portata scoperta, a tutti che concorrono per vederla mosse gran copia di lacrime…nacque ammirazione che lei nella morte avessi superato quella bellezza che, viva, pareva insuperabile…Veramente in lei si verificava quello che dice il nostro Petrarca: “ Morte bella parea sul tuo bel viso”».

Sandro Botticelli, Venere e Marte, 1485. Londra, National Gallery.

Sandro Botticelli, Venere e Marte, 1485.
Londra, National Gallery.

La bellezza di Simonetta Cattaneo e il grande fascino che doveva avere ispirarono letterati e artisti. Lorenzo de’ Medici scrisse di lei come una donna piena di bellezza e di gentilezza «quanto alcuna che innanzi a lei fussi suta» e, assieme ad altri che la ricordarono in prosa e in versi, le dedicò quattro delicati sonetti. Lo stesso fece Giuliano, stravolto dalla scomparsa dell’amata, esprimendo un infinito rimpianto e il desiderio di poterla seguire nella morte (cosa che gli capitò poco più tardi): «spero impetrare che concesso mi sia iacere con lei a sentinella immortale». Molti secoli più tardi, inoltre, le resero omaggio Giosuè Carducci e Gabriele D’Annunzio.

5.1.3

Sandro Botticelli, Ritratto giovane donna probabilmente Simonetta Cattaneo, 1483-1484. Francoforte sul Meno, Städelsches Kunstinstitut.

I grandi pittori del tempo a più riprese immortalarono le sue meravigliose fattezze. Il primo in ordine di tempo fu Domenico Ghirlandaio che la ritrasse assieme alla famiglia Vespucci nell’affresco della Madonna della Misericordia eseguito nel 1472 per la loro cappella nella Chiesa di Ognissanti. La Ragazza di Profilo di Antonio del Pollaiolo, del 1470-1472, conservata ora nel Museo Poldi di Milano, rappresenta forse le fattezze della Cattaneo. Un altro suo ritratto, questa volta di sicura attribuzione, in cui compare di profilo, fu poi fatto da Piero di Cosimo verso il 1480, quindi dopo la sua morte, e ora si conserva al Museo Condé a Chantilly. Ma fu soprattutto l’opera di Sandro Botticelli a rendere imperitura la bellezza di Simonetta Cattaneo. A Firenze il Botticelli aveva bottega in una casa adiacente al palazzo Vespucci, dove aveva lavorato per qualche tempo, e di conseguenza gli capitava di vederla spesso; le sue belle fattezze rimasero talmente impresse nella sua mente che la ritrasse in diverse opere dopo che era morta.

Sandro Botticelli, Ritratto giovane donna probabilmente Simonetta Cattaneo, 1475-1480, Berlino, Gemäldgalerie.

Sandro Botticelli, Ritratto giovane donna probabilmente Simonetta Cattaneo, 1475-1480, Berlino, Gemäldgalerie.

Tra il 1480 e il 1485, quando appunto la Vespucci era scomparsa, il pittore fiorentino realizzò infatti le grandi opere mitologiche: Marte e Venere, ora nella National Gallery di Londra, la Primavera, la Nascita di Venere e Pallade con centauro, tutte conservate a Firenze agli Uffizi, in cui si riconosce il volto di Simonetta. La si vede inoltre anche in diverse madonne: la Madonna del Magnificat (Firenze, Uffizi), l’Adorazione del Bambino (National Gallery of Scotland di Edinburgo), la Madonna della Melograna (Firenze, Uffizi) e la Pala di San Barnaba (Firenze Uffizi). E ancora nel Banchetto di nozze del 1483 (Madrid, Museo del Prado) e con ogni probabilità nello splendido ritratto di donna del 1483-1484, conservato allo Städelsches Kunstinstitut di Francoforte sul Meno, che si ritiene comunemente ispirato dalle sue fattezze, e in quello del 1475-1480 ora alla Gemäldgalerie di Berlino. I suoi tratti erano rimasti indelebili nella memoria e nel cuore del Botticelli e, sicuramente, il ricordo di Simonetta Cattaneo per il Botticelli non fu soltanto una memoria artistica, perché dovette amarla con passione. Per dopo la sua morte, infatti, lasciò scritto di essere sepolto ai suoi piedi; fu accontentato e la sua tomba, ancora oggi, si trova nel pavimento della chiesa di Ognissanti.

 

Giorgio Ravegnani

 

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