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Donne del Medioevo: Rosmunda, regina dei Longobardi

Uccise il marito assassino del padre e poi l’amante, ma di quest’ultimo seguì la sorte

 

1.assassinio di Alboino

L’assassinio di Alboino. Dipinto del 1856

Figlia di Cunimondo, re dei Gepidi, un popolo stanziato nell’antica Pannonia, fu costretta a sposare il re dei Longobardi Alboino dopo che questi, nel 567, li sconfisse e uccise il loro re. Lo seguì quindi in Italia allorché, l’anno successivo, l’intero popolo longobardo si spostò alla volta della penisola conquistandone in poco tempo la regione settentrionale.

Rosmunda non amava ovviamente Alboino, assassino di suo padre, e alla fine riuscì a ucciderlo. Secondo quanto raccontano gli antichi, anche se alcuni storici moderni ritengono il fatto leggendario, Alboino durante un banchetto a Verona costrinse la moglie a bere in una macabra coppa che si era fatto ricavare dal cranio di Cunimondo.  Rosmunda, per vendicarsi, ordì quindi un complotto con lo scudiero Elmichi, di cui doveva essere l’amante: legò al fodero la spada del marito e quando, durante il riposo pomeridiano, i congiurati entrarono nella stanza per ucciderlo, Alboino non riuscì a usarla e si difese inutilmente soltanto con uno sgabello.

2. Rosmunda 1961

Eleonora Rossi Drago nella parte di Rosmunda (1961)

Rosmunda, una volta tolto di mezzo Alboino, cercò di far proclamare Elmichi re dei Longobardi senza però riuscire nell’intento e fuggì a Ravenna con il tesoro dei Longobardi e i guerrieri che la seguirono e qui fu accolta dal prefetto bizantino Longino, che probabilmente era stato parte in causa nella congiura. I rapporti fra Elmichi e Rosmunda a Ravenna tuttavia si guastarono e la regina «che facilmente si lasciava indurre a ogni infamia» – come scrive nell’ottavo secolo Paolo Diacono – si risolse a sbarazzarsi di lui, forse dietro suggerimento di Longino. E a questo punto la cosa finì nel modo più macabro: Rosmunda gli porse una coppa avvelenata mentre usciva dal bagno e l’altro, accortosi dell’inganno, sguainò la spada costringendola a bere quanto restava del veleno. Morirono così entrambi nello stesso momento, non per amore come altre coppie celebri della storia, ma per odio.

La vicenda di Alboino e Rosmunda ha ispirato a più riprese la letteratura italiana e al suo nome si lega tra l’altro una tragedia di Vittorio Alfieri. Anche la cinematografia, inoltre, si è occupata di lei con il film Rosmunda e Alboino del 1961.

 

Per conoscere le vicende di alcune donne del Medioevo: Eileen Power, Donne del Medioevo, 1984; Georges Duby, Donne nello specchio del Medioevo, 1997.

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Riccardo Ravegnani

Riccardo Ravegnani

Laureato in strategie di comunicazione con una tesi in storia politica su Venezia nel secondo dopoguerra, comunicatore, web marketer con la passione del giornalismo. Si esprime con una massima di Peter Drucker “La cosa più importante nella comunicazione è ascoltare ciò che non viene detto”.

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