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Donne del Medioevo: Teodora, imperatrice di Bisanzio

Una delle figure più controverse della storia bizantina, fu attrice prima di sposare l’imperatore

 

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Teodora, dettaglio, mosaici di San Vitale a Ravenna, entro a. 547

Teodora ebbe un’origine molto umile e nacque nel 496 o 497 da un guardiano di belve all’ippodromo di Costantinopoli. In seguito esercitò la professione di attrice, considerata infame dai benpensanti del tempo, anche se la gente dello spettacolo godeva di molta popolarità, e divenne famosa nel mondo libertino della città imperiale. Verso il 518 abbandonò la capitale al seguito di un certo Ecebolo, nominato governatore della Libia Pentapoli, per rientrarvi un paio di anni più tardi dopo aver peregrinato per alcune città dell’Oriente.

Quando fu di nuovo a Costantinopoli, entrò in rapporti con Giustiniano, il nipote prediletto dell’imperatore Giustino I (518-527), che era divenuto uno dei più eminenti personaggi dell’impero. Giustiniano decise di sposarla ma trovò opposizione negli ambienti di corte ad opera, soprattutto, dell’imperatrice Eufemia. Le nozze furono possibili soltanto verso il 524, quando Eufemia morì, e dopo che Giustiniano aveva convinto lo zio Giustino I ad abrogare una legge che vietava alle donne dello spettacolo di sposare uomini di rango elevato. Quando Giustiniano divenne imperatore, nel 527, Teodora fu a sua volta incoronata. Morì nel 548.

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Benjamin-Constant, Teodora

La figura di Teodora è una delle più controverse della storia di Bisanzio. Giustiniano riconosce a più riprese la sua proficua collaborazione nella gestione dello stato e, sulla stessa linea, gli scrittori a lei favorevoli lodano i provvedimenti adottati a vantaggio, soprattutto, delle classi più deboli.

I detrattori, e fra questi in primo luogo Procopio di Cesarea nella sua Storia Segreta, le rimproverano al contrario una giovinezza dissoluta e una condotta del tutto negativa sul trono di Bisanzio. A questa nota opera di Procopio si deve, tra l’altro, la deformazione della figura di Teodora nei termini in cui è giunta fino a noi e ancora sopravvive nell’immaginario collettivo; la critica più recente tende però a rivalutarla, giudicandola sostanzialmente una vittima dello storico, mosso nei suoi confronti da risentimenti personali e di casta, date le origini popolari dell’imperatrice.

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L’imperatrice Teodora raffigurata da Milo Manara (dettaglio)

Si ritiene, in sostanza, che Teodora sia stata costretta a seguire la carriera di attrice a motivo dello stretto vincolo ereditario allora esistente nelle professioni e che, una volta divenuta sovrana, non abbia mai dato occasioni per mettere in dubbio la sua moralità. Teodora, imperatrice di Bisanzio, ebbe inoltre un ruolo politico rilevante, in contrasto con la tradizione bizantina che tendeva a relegare in secondo piano le sovrane.

 

 

Per saperne di più: Huguette De Lancker, Teodora, imperatrice d’Oriente, 1975.

 

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Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.
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