Blog: la bottega di Manuzio

Venezia vista dall’acqua. Palazzo Morosini-Zane-Collalto a S. Agostin

Osservando Venezia dall’acqua si coglie il volto più genuino e autentico della città



DSC02502bisVenezia è stata sempre tutt’uno con mare, laguna e canali: le sue vie di comunicazione sono sempre state in prevalenza quelle sull’acqua. 

La storia stessa di Venezia spiega anche il carattere “frontale” delle case lagunari.
Mentre commissionavano l’edificazione dei propri palazzi, i veneziani ambivano che le facciate, sul Canal Grande come sui canali interni, fossero splendide, per attuare le loro ambizioni di magnificenza. L’attenzione era tutta riservata sulla parte più in vista e la tipica abitazione (comune a Venezia dai primi secoli fino alla caduta della Repubblica) era appositamente studiata per il mercante navigatore: prevedeva una riva di approdo, un atrio spesso porticato su cui davano i magazzini terreni delle merci, un piano ammezzato dove erano situati gli studi e gli uffici, e piani superiori con le abitazioni.

rioSagostin_1

Rio di S. Agostin

Nei secoli passati l’uso di barche era comunissimo, mentre scarsa era al contrario la frequenza nelle calli, da principio fangose, nei campi simili a spiazzi d’erba, e sui ponti senza sponde. Per il veneziano di un tempo, quindi, la conoscenza della propria città attraverso le vie d’acqua era un fatto scontato.
Cosa che non si può dire riguardo ai tempi moderni, quando la lastricatura delle vie, l’allargamento di molte di esse, l’apertura di nuove strade ottenute interrando canali, la costruzione di ponti e fondamenta hanno reso la viabilità pedonale decisamente migliore e pressoché inutile il mezzo per acqua. Inoltre, il Canal Grande ha concentrato in sé il ruolo non solo di via principale, che già aveva, ma è rimasto praticamente l’unica arteria.

palazzoMorosiniZaneCollalto_1

Palazzo Morosini-Zane-Collalto

Ecco quindi l’utilità innegabile di riscoprire “Venezia vista dall’acqua“, ammirando splendidi esempi architettonici che si affacciano sull’acqua e ritrovando, nel dedalo dei rii o canali interni, il volto più genuino della città. A questo vi sarà utile una guida (Venezia vista dall’acqua. Guida dei rii di Venezia e delle Isole).

Iniziamo il nostro tour dal Rio di S. Agostin, una zona già menzionata nel nostro blog pochi giorni fa. Affacciandosi dal ponte di S. Agostin, troviamo, in corrispondenza al numero civico 2360, Palazzo Morosini (poi Zane e Collalto). Il palazzo fu progettato dall’architetto Baldassarre Longhena mentre all’interno l’opera fu continuata dal Gaspari. La facciata ha al centro una trifora con poggiolone su mensole; fasce marcapiani la dividono orizzontalmente; sulla chiave di ogni arco spicca una testa.

Anticamente in quest’area doveva sorgere il Palazzo Morosini che, fino al 1400 o 1500, aveva sulla facciata il piede di uno dei quattro cavalli di San Marco, che appunto Domenico Morosini aveva portato da Costantinopoli a Venezia nel 1205. Il piede si era rotto nel trasporto e fu rifatto quando i quattro cavalli furono messi sulla Basilica.

I successivi inquilini, gli Zane, vennero da Eraclea a Malamocco e da Malamocco a Venezia nel IX secolo. Fin dal 1200 abitarono in parrocchia di S. Stin, dato che si trova un Nicolò Zane eletto Procuratore di S. Marco. Il palazzo passò dagli Zane ai Venier che nel 1784 lo vendettero ai Collalto. I Collalto possedevano molte terre nel trevigiano (celebri i castelli di Collalto e S. Salvatore presso Susegana). I Collalto furono aggregati al patriziato nel 1306 e nel 1449; diedero alla Repubblica valorosi uomini d’arme tra cui quel Collaltino per cui Gaspara Stampa compose le sue rime.

Rimandiamo al prossimo appuntamento per un altro breve tour sulla “Venezia vista dall’acqua”.

 

(Le informazioni sono state tratte da Venezia vista dall’acqua. Guida dei rii di Venezia e delle Isole, a cura di Giannina Piamonte).

The following two tabs change content below.
Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.

Commenta questo articolo

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *