Blog: la bottega di Manuzio

Le ignote presenze di Casa del Cammello

Si ricorda per un fatto d’amore ma tra le sue mura ospitò anche eventi terribili e inspiegabili

 

mercanteseppia3_1Nel sestiere di Cannaregio, numero civico 3381, vicino al Campo dei Mori, sorge un palazzetto con una facciata quattrocentesca, ornato da una piccola fontanella in stile arabo e da un rilievo riproducente uno cammello trainato da un uomo. Il Palazzo Mastelli, più noto come Casa del Cammello, viene ricordato per l’infelice storia d’amore del suo proprietario, un ricco mercante egiziano che lì avrebbe atteso invano per anni una bellissima e nobile fanciulla della sua terra.

Abbiamo narrato queste vicende in un precedente articolo, senza però menzionare che lo stesso palazzo, in un’epoca più recente, fece da sfondo anche a eventi di tutt’altro genere, che con l’amore avevano poco a che fare.

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Palazzo Mastelli o Casa del Cammello

Secondo quanto narra Giuseppe Tassini nelle Curiosità Veneziane (riportando a sua volta una cronaca del Gradenigo), nel 1757, quando il palazzo era di proprietà del notaio Pietro Prezzato, si verificarono fatti inspiegabili che terrorizzarono la popolazione: per due mesi i campanelli interni delle stanze presero a suonare all’impazzata alla stessa fino a che, improvvisamente come avevano iniziato, si fermavano. Oltre a ciò, le cronache raccontano che più volte si udirono passi d’uomo per le scale del palazzo, si notarono ombre agli specchi, finestre chiuse che si aprivano da sole, malgrado nessuno fosse presente nei luoghi in cui i fenomeni si manifestavano.

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Rilievo sulla facciata di Palazzo Mastelli

Gli episodi crearono un generale sgomento e furono causa di malesseri e svenimenti; si giunse a implorare la benedizione del parroco e, poiché questa non fu sufficiente, ci si rivolse persino a un cappellano esorcista della scuola di S. Fantin, implorandolo perché cacciasse gli spiriti maligni.

Se sia stato l’intervento dell’esorcista a placare le ignote presenze di Casa del Cammello, non lo sapremo mai; sta di fatto che tutto ad un tratto queste smisero di agitarsi e gli abitanti delle zone limitrofe ripresero a dormire sonni tranquilli. 

 


(Le informazioni sono state tratte da Giuseppe Tassini, Curiosità Veneziane, 1970)


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Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.

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