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Le chiese di Venezia scomparse: Santi Biagio e Cataldo

Oggi completamente scomparsa, sorgeva dove oggi si trova il Molino Stucky

 

Terza puntata del nostro viaggio alla ricerca delle chiese di Venezia scomparse. Ci spostiamo alla Giudecca, isola tanto affascinante quanto “misteriosa”. All’estremità dell’isola verso Fusina, esattamente dove oggi si trova il Molino Stucky, sorgeva un’antica chiesa con annesso uno spedale (ospizio) dedicata ai Santi Biagio e Cataldo. Ricostruiamone la storia.

Veduta san biagio

Johan Richter, Veduta di San Biagio e della chiesa di San Biagio e Cataldo in Giudecca

Si ipotizza che Catoldo fosse il nome del terreno in cui fu costruito l’edificio sacro, aggiunto dopo la consacrazione del 1188 al solo S. Biagio, ma corrotto in Cataldo. La chiesa pare sia stata fondata verso la fine del secolo X o nel 1015 dalle tre potenti famiglie Capavana, Pianighi e Agnusdei.
In occasione della consacrazione, avvenuta il 6 novembre 1188, il vescovo di Castello Marco Nicolai concesse dieci giorni d’indulgenza ai visitatori che elargivano un obolo per il mantenimento della chiesa e, secondo alcune testimonianze, l’ospizio da questa data (1188) cominciò a chiamarsi di S. Biagio mentre prima, forse, era chiamato semplicemente di Spina Longa dal luogo dove era sorto.

Molino Stucky VeneziaSappiamo che l’interno dell’edificio custodiva diversi tesori d’arte: c’erano l’Ascensione di Cristo come pala dell’altar maggiore e due tavole di Palma il Giovane e rappresentavano una il Crocifisso e l’altra San Biagio, San Cataldo e Santa Agnese.


Nel ‘700, come riferisce il Corner, la struttura mostrava gravissimi danni e inutilmente le monache si adoperarono per restaurarla. Furono quindi effettuate diverse opere di restauro conclusesi solo nel 1733. Con decreto napoleonico del 29 luglio 1809, divenuto effettivo il 25 maggio 1810, il Monastero e la chiesa di San Biagio vennero dichiarati proprietà demaniali. Da questa data iniziò la “spoliazione” di una chiesa appena completata.

Il 4 marzo 1880 Giovanni Stucky acquistò la proprietà per 70.000 lire. Nel dicembre 1882 inizia la demolizione della chiesa e del convento sulle ceneri dei quali venne eretto il complesso industriale del Molino Stucky.

 

(Informazioni tratte da Giudecca. Storia e testimonianze di Francesco Basaldella)

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Riccardo Ravegnani

Riccardo Ravegnani

Laureato in strategie di comunicazione con una tesi in storia politica su Venezia nel secondo dopoguerra, comunicatore, web marketer con la passione del giornalismo. Si esprime con una massima di Peter Drucker “La cosa più importante nella comunicazione è ascoltare ciò che non viene detto”.

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