Blog: la bottega di Manuzio

La pietra della congiura

A S. Agostin una pietra ricorda ancora i luoghi dove Bajamonte Tiepolo ordì la sua congiura contro la Repubblica

 

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La pietra che ricorda la congiura di Bajamonte Tiepolo

A Venezia ogni pietra nasconde una storia. La frase non è mai così azzeccata come nella vicenda che stiamo per ricordare, in cui proprio una pietra – apparentemente anonima – fu collocata a memoria di uno dei fatti più traumatici e significativi della storia della città.

Ci troviamo in campo Sant’Agostin, in una zona di forte transito turistico poco distante dai Frari. Qui, dirigendo lo sguardo verso il pavimento, si nota una pietra bianca con l’iscrizione: COL. BAI. THE. MCCCX.
Proprio in questo luogo – ricorda la pietra – sorgeva un tempo una colonna, a sua volta reminiscenza di un evento scellerato: la congiura di Bajamonte Tiepolo.

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Campo S. Agostin

Ma facciamo un passo indietro. Tutto ebbe inizio nel 1310, quando Bajamonte, spinto da odio, rancore e sfrenata ambizione, insieme ad altri patrizi veneziani ordì una congiura per uccidere il doge Pietro Gradenigo e impadronirsi del potere. La notte dal 14 al 15 giugno riunì alleati e seguaci nel proprio palazzo, da cui si diresse verso Piazza San Marco per dare l’assalto al Palazzo Ducale. Qui però le cose non andarono secondo i piani: il doge, informato dell’intrigo, allestì la difesa. I cospiratori, intercettati, furono catturati e uccisi o, come nel caso di Bajamonte che riuscì a scappare, dovettero accettare le umilianti condizioni imposte loro dall’esilio perpetuo.  

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Campo S. Agostin

Come conseguenza, il palazzo dove abitò Bajamonte fu demolito. E questo, come prevedibile, sorgeva proprio a S. Agostin, in particolare in Campiello del Remer. E proprio sopra quel luogo, nel 1364, fu innalzata la colonna d’infamia.

La colonna subì poi una storia travagliata che incluse vandalismi, viaggi, compravendite, finché recentemente fu collocata al Museo Correr. Oltretutto, quando si trovava in loco, fu levata dalle sede originaria e posta dietro alla chiesa di S. Agostin (ora inesistente), nel sito dove dal 1841 c’è la pietra bianca.

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Calle Bajamonte Tiepolo

La pietra della congiura alla fine è giunta fino a noi. Oggi, è uno dei tanti negozi di “specialità veneziane” ad avere la fortuna di affacciarvisi proprio di fronte. Chi però preferisse tornare con la mente al passato, può osservare in quei luoghi il nizioleto di Calle Bajamonte Tiepolo, a memoria di eventi così cruciali per la storia della città.

 

(Le informazioni sono state tratte da Giuseppe Tassini, Curiosità Veneziane, 1970)

 

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Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.
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