Blog: la bottega di Manuzio

10 luoghi “sconti” a Venezia: Corte del Remer

La tradizione vuole che qui di notte, ancor oggi, si aggiri uno spirito irrequieto 

 

remer1Siamo arrivati all’ultima puntata della nostra rassegna sui 10 luoghi “sconti” a Venezia.
In questa occasione torniamo a Cannaregio, in Corte del Remer, luogo poco affollato, quasi sconosciuto ai turisti, eppure ricco di fascino e ammantato di leggenda.


Nella corte, al cui centro c’è una pregevole vera da pozzo, troneggia un edificio in stile veneto-bizantino costituito di due piani attraversati da un imponente scalone esterno. Si tratta di Ca’ Lion Morosini, i cui primi proprietari Lion furono presenti in laguna fin dai primissimi secoli.

702922_10208461972766134_1572674710_nIl palazzo fu al centro delle cronache nel XVI secolo, quando rischiò il completo abbattimento. Nel 1540, infatti, un membro della famiglia, Maffeo Lion, si macchiò d’infamia, lasciandosi corrompere dal console di Francia e rivelando i segreti della Repubblica. Scoperto, riuscì a fuggire ma fu bandito in perpetuo con una taglia di mille scudi sul capo e i suoi discendenti furono privati della nobiltà fino alla quarta generazione.

Nel campiello, verosimilmente, esisteva in passato la bottega di un remer, che però non ha lasciato alcuna notizia di sé eccetto il toponimo. Al contrario, storici personaggi sono i protagonisti di una vicenda favolistica ambientata in questa corte, consumata in una notte di follia e in cui si mescolano amore, gelosia, violenza.

remer4La leggenda narra infatti che il doge Marino Grimani vide proprio qui sua nipote Elena inseguita dal marito, il nobile Fosco Loredan, armato da una spada. La donna – sosteneva il marito – era colpevole di tradimento e al doge fu intimato di non intromettersi. Grimani promise di non sfoderare la spada qualora Fosco l’avesse graziata ma non riuscì a contrastare la furia dell’uomo folle di gelosia: in un istante, Loredan mozzò la testa della bella Elena. Infuriato, il doge lo condannò ad andare a Roma portando sulle spalle il corpo della donna e in mano la sua testa mozzata: sarebbe stato il papa in persona a decidere la sua sorte. Quest’ultimo, però, inorridito, non concesse al nobile veneziano neppure un’udienza.
Fu così che, tornato a Venezia, Fosco tornò sul luogo del misfatto e si suicidò gettandosi in canale.

Da allora molti sostengono che, in questo affascinante “luogo sconto” denominato Corte del Remer, si aggiri di notte uno spirito irrequieto con in mano la testa di una donna.

 

(Le informazioni sono tratte da Un sogno chiamato Venezia. Il Sestiere di Cannaregio di Aldo Rossi e Curiosità veneziane ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia di Giuseppe Tassini)

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Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.
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