Blog: la bottega di Manuzio

10 luoghi “sconti” a Venezia: Campo de l’Abazia

In questo luogo suggestivo e un po’ appartato il Tintoretto realizzò il Paradiso per la Sala del Maggior Consiglio

 

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Scuola Vecchia di Santa Maria della Misericordia

Terza puntata del nostro decalogo 10 luoghi “sconti” a Venezia.
Il nostro tour ci conduce questa volta in un luogo solitario e suggestivo di Cannaregio, uno dei posti più caratteristici di Venezia. Si tratta del Campo de l’Abazia, aperto all’incrocio fra il Rio della Sensa e il Rio di Noale.
Delimitato dalla Scuola Vecchia della Misericordia e dalla Chiesa di Santa Maria della Misericordia, il piccolo campo è selciato dall’antica pavimentazione in cotto e racchiude al centro una bellissima vera da pozzo, conservando intatto il fascino di un tempo. 

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Vera da pozzo e pavimentazione a spina di pesce

La Scuola Vecchia di Santa Maria della Misericordia si erge sul lato ovest. Fondata nel X secolo, raggiunse il momento di maggior splendore nel Trecento con l’arrivo della Confraternita della Misericordia. Risalgono al XV secolo l’attuale struttura e l’elegante facciata (finita nel 1451) in stile gotico, che si caratterizza per il lungo porticato a ridosso del Rio della Sensa, aperto nel 1503. Proprio qui, negli ampi spazi della sala superiore il Tintoretto ormai settantenne, con l’aiuto del figlio Domenico, di Palma il Giovane e di altri artisti di bottega, realizzò lo straordinario dipinto del Paradiso su tele separate assemblate poi in Palazzo Ducale nella Sala del Maggior Consiglio, dove tuttora decora la parete dietro la tribuna.

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Campo dell’Abazia con le facciate della Scuola Vecchia e della Chiesa

Sul lato nord del campo, di fronte al ponte de l’Abazia, sorge la Chiesa Santa Maria della Misericordia. Fondata con l’attiguo monastero nel X secolo, fu ricostruita nel XIII e in seguito più volte ristrutturata. Fra gli anni 1651-1659 la facciata dell’edificio fu completamente rifatta dallo scultore e architetto Clemente Moli, seguace del Bernini e collaboratore del Longhena, assumendo l’aspetto odierno. L’artista scolpì anche le due statue laterali alla porta d’ingresso, raffiguranti la Costanza e la Misericordia, e i due angeli laterali al busto del senatore Gasparo Moro che aveva finanziato i lavori di rifacimento. 

campo abazia 3Il 2 luglio 1828 la chiesa, depredata da gran parte delle opere che conteneva, per editto napoleonico fu chiusa ma non soppressa. Dopo consistenti lavori di restauro, l’edificio religioso fu ripristinato e vi si officiò fino al 1969. In questa data, però, chiesa e convento furono definitivamente chiusi, acquistati da privati e poi venduti, mentre arredi e suppellettili furono disseminati in vari luoghi.  

Oggi, in questo luogo prezioso e un po’ appartato rimangono le tracce di un passato, anche remoto, della storia di Venezia: il vecchio campanile bizantino, che si erge solitario e sprovvisto di voce (le campane sono state asportate).

 

(Informazioni tratte da: Aldo Rossi, Un sogno chiamato Venezia. Il Sestiere di Cannaregio)

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Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.

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