Blog: la bottega di Manuzio

Itinerari segreti Venezia: il Casino Venier

Scopriamo i segreti del Casino Venier e della sua proprietaria Elena Priuli

 

10965932_1057922867558372_2093951422_nIn quanto a itinerari segreti Venezia non ha certamente nulla da invidiare ad altri luoghi.
Nel periodo carnevalesco, poi, le strade di una città già di per sé ricca di fascino assumono contorni ancora più suggestivi.
Vediamo ora uno dei celebri siti di questa Venezia nascosta. Per farlo ci facciamo aiutare da Enrico Bonamano, accompagnatore turistico appassionato di storia della Serenissima.

“Un luogo che merita una visita è certamente il Casino Venier, che si trova sul Ponte dei Bareteri tra Rialto e San Marco e oggi è sede dell’Associazione Culturale Italo-Francese” – afferma.
10965713_1057923404224985_619594323_n“I Casini o Ridotti esistevano a Venezia dal 1282 ma divennero una consuetudine nel Cinquecento e Seicento e una vera e propria
moda nel Settecento” – racconta Enrico. “Erano ritrovi per pochi intimi dove si giocava, si ballava, si discuteva di teatro e filosofia ma si facevano anche incontri segreti al di fuori del talamo nuziale. Qui si esprimeva la diffusa passione per il gioco d’azzardo, che a più riprese la Repubblica tentò di vietare senza esito”. Piccoli appartamenti spesso arredati con lusso, i Ridotti costituivano “l’altra abitazione”, cioè l’alternativa funzionale rispetto al più conosciuto e rappresentativo palazzo.

DSC01808Casino Venier era di proprietà del procuratore Federico Venier ma era utilizzato dalla moglie Elena Priuli.
“In questa raffinatissima residenza tutto era studiato per proteggere la privacy della proprietaria e degli ospiti – spiega l’intervistato.
Nascosto nel pavimento di marmo della sala d’ingresso, infatti, uno spioncino serviva a controllare chi stava per entrare, per preservarsi da controlli e visite indesiderate. Secondo la leggenda, inoltre, il ridotto aveva una via di fuga segreta per lasciare i locali senza dover passare per l’ingresso principale.
Alle spalle della scala d’entrata, infine, era stata predisposta una stanzetta munita di grate intagliate in legno dorato: si trattava probabilmente della sala dei musici che, restando nascosti, allietavano gli ospiti con le loro note. Le grate potevano servire anche per spiare inosservati quanto accadeva nel salone.1024px-Francesco_Guardi_-_Il_Ridotto_(detail)_-_WGA10830

“Su Elena Priuli e il suo ridotto girava un malvagio pettegolezzo– afferma ancora Bonamano. “Si raccontava che la nobildonna, durante il lungo periodo di Carnevale, guardasse la sfilata delle maschere nascosta dietro i vetri della veranda. Una volta individuata la preda e indossata a sua volta larva, tricorno e bauta, scendeva a sedurre il prescelto, trascinandolo dentro casa fino alla sua alcova”.

Per immergersi nell’intimità di Venezia e conoscere nuovi affascinanti luoghi del passato, rimandiamo al prossimo appuntamento con un altro itinerario.

 

 

 

 

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Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.

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