Blog: la bottega di Manuzio

Venezia, il Lido e Thomas Mann

 

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L’Hotel Des Bains (wikipedia)

Nel 1912, ospite abituale di Venezia e del Lido, in specie del Des Bains, lo scrittore tedesco Thomas Mann fa entrare “Il Grande Albergo dei Bagni” di prepotenza nella letteratura mondiale con una novella, in parte autobiografica, La morte a Venezia.

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Thomas Mann nel 1929

Nel maggio 1911 Thomas, attratto dalla bellezza di un adolescente dal volto d’angelo, Tadzio, analizzerà e annoterà i suoi stati d’animo suscitati in quel particolare paradiso artificiale che è l’ambiente balneare e dalla visione di una Venezia “inverosimile tra tutte”, ma decadente, ambigua e spettrale. La storia scabrosa, che tanto scalpore avrebbe sollevato negli ambienti letterari, si articola in una cornice di situazioni reali: da un lato la vita dell’albergo, scandita dal quotidiano rituale, e dall’altro la città che subisce, in un silenzio voluto dalle autorità, l’epidemia di colera.

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Scena del film Morte a Venezia, regia di Luchino Visconti (1971)

Thomas Mann aveva un legame particolare con il Des Bains e Venezia, tanto è vero che lo scrittore vi ritornò ancora due volte: nel maggio 1925, per due settimane, e nel luglio 1934, per partecipare a un convegno internazionale. Quest’ultimo fu un soggiorno brevissimo ma carico di sensazioni e ricordi. Ma a lui, oppositore dichiarato del fanatismo nazista, pur premio Nobel per la letteratura nel 1929, l’Italia di Mussolini non concesse di parlare: “l’unico risultato del viaggio è quello di aver visto il Lido”, annota Thomas Mann, “non c’è mare più bello per farvi il bagno, e la vicinanza di una simile città è qualcosa di unico. Siamo decisi di tornarvi presto”. Ma lo scrittore non tornò più né al Lido, né a Venezia.

 

(da: Hotel Des Bains, un secolo di storia)

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