Blog: la bottega di Manuzio

Processo al moro. Venezia 1811. Razzismo, follia, amore e morte

 


processo al moroL’accusa. La parola al procuratore

Cotin giovine di 24 anni sentì destarsi nel petto le fiamme più vive per una fanciulla che colà [in casa Gritti] stavasi in qualità di cameriera; osò palesarle l’ardore che ella avea saputo ispirargli, e per istrana fatalità l’incauta donzella niente disgustata di quel tetro colore, non isdegnò l’omaggio del suo cuore. Non lasciò cura intentata il Negro onde piacere alla sua Bella; il comodo di vederla sovente sotto l’istesso tetto, la libertà di starsi con lei in dolci colloqui, gli offrirono i mezzi per sedurla, e, fatto ormai certo d’essere corrisposto, attentò all’onore della sua amante e seppe trionfare della sua debolezza. Crebbe la funesta passione, e continuando i loro amorosi trascorsi, s’avvide ben presto Marianna Panfilo che andava ad esser madre prima d’esser sposa.


 

processo al moro

 

La storia di Giovanni Pietro Cotin e Marianna Panfilio: lui un giovane nero di Santo Domingo capitato a Venezia al seguito di un generale francese nel primo decennio dell’Ottocento, lei una giovanissima domestica al servizio nel palazzo dell’ex patrizio Vincenzo Gritti sul Canal Grande. Si erano conosciuti, era stati amanti felici per una breve stagione e poi erano stati tragicamente travolti dalla loro inosservanza delle regole del gioco che, ancorché borghesi, laiche e postrivoluzionarie, proibivano amori e famiglia tra neri e bianchi. Tutto avvenne nel 1810-1811. Il volume riporta il verbale del processo al moro colpevole di aver ucciso Marianna proprio perché le leggi non gli consentivano di sposarla.
(Giovanni Scarabello – Veronica Gusso, Jouvence 2000)

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Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.
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