Blog: la bottega di Manuzio

Ponti veneziani: il Ponte della Donna Onesta

 

Il ponte della Donna Onesta

Il ponte della Donna Onesta

Raramente chi percorre Venezia a piedi ferma la propria attenzione sui ponti; raramente si va oltre la convenzionale ammirazione per il ponte di Rialto e quello dei Sospiri. Eppure i ponti sono elementi vitali della città, molti dei quali sono autentici piccoli capolavori e consentono divagazioni su vecchie usanze, feste, giochi, episodi storici e fatti curiosi.

Tra questi il Ponte della Donna Onesta, ricostruito in ferro nel 1871, che sorge a San Tomà sul rio della Frescada e unisce i sestieri di Dorsoduro e di San Polo. Conosciamo quattro vecchie versioni dell’origine della singolare denominazione di questo ponticello:

 

  • Due compari s’intrattenevano sul ponte discutendo intorno alla fedeltà e all’onestà delle donne e uno disse all’altro: “Vustu saver quala che xe ‘na dona onesta?” (vuoi sapere qual è una donna onesta?). “Quala?” chiese il secondo. “”Quella!” rispose il primo indicando sul muro di una casa vicina la testa
    due dame veneziane

    Vittore Carpaccio, due dame veneziane, 1490-1495, Museo Correr, Venezia

    scolpita di una donna.

  • Presso il ponte, in calle della Donna Onesta, abitava un forgiatore di spade. La bella moglie di costui era oggetto delle losche attenzioni di un patrizio che, per poter avvicinare la donna, commissionò al marito una Misericordia, cioè un pugnale medievale con cui “misericordiosamente” si dava il colpo di grazia al contendente, abbreviandogli l’agonia. Tornato dopo qualche giorno, il nobile trovò la donna sola e la ridusse ai propri piaceri. Sconvolta per quanto le era accaduto e ormai incapace di alzare lo sguardo verso l’amato consorte, la povera donna si dette la morte con l’arma stessa commissionata dall’ignobile seduttore all’ignaro marito.
  • La storia ha svolgimento analogo alla precedente, ma con più lieto fine: un amico dello spadaio, richiamato dalle grida della donna che non intendeva marchiare la propria onestà, l’avrebbe salvata dalla violenza uccidendo il giovane patrizio. Per tale gesto, un altro ponte nei pressi di campo san Tomà, non più esistente per l’interramento del canale, avrebbe preso il nome di “dell’Amore dei Amici”, nome rimasto a una vicina calle.
  • Veniva forse ironicamente chiamata dal popolo “donna onesta” una puttana che nei pressi del ponte apriva la propria casa con estrema discrezione, per salvare almeno le apparenze.

C’è infine la versione del Tassini. Egli si chiede: “Che sarebbe se avesse abitato qui presso qualche donna notissima al vicinato e chiamata Onesta per solo nome di battesimo, come molte e molte solevano chiamarsi nei tempi andati?”

 

Testo tratto da Tiziano Rizzo, I ponti di Venezia, Newton Compton 1998

 

 

Commenta questo articolo

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *