Blog: la bottega di Manuzio

Mathilde Wesendonk, musa ispiratrice di Richard Wagner

 

Mathilde Wesendonck

Mathilde Wesendonck in un dipinto di Karl Ferdinand Sohn, 1850

Nata nel 1828, moglie del commerciante Otto Wesendonck, suscitò una profonda passione in Richard Wagner, tale da ispirargli opere fondamentali come Tristano e Isotta.
Donne Inspiratrici di Edoardo Schuré consacra un intero capitolo a Mathilde Wesendonk, musa ispiratrice di Richard Wagner, di cui sotto si riporta l’incipit: 

 

$_57I conoscitori della letteratura wagneriana non ignoravano da gran tempo che un amore misterioso e di un ordine particolarmente elevato aveva unito il maestro, durante il suo soggiorno nella Svizzera, alla sua grande amica e protettrice d’allora, Mathilde Wesendonk. Il fatto aguzzava la curiosità, tanto più che questo amore s’era impossessato di lui in un momento risolutivo della sua esistenza, alla vigilia delle sue più grandi creazioni, in quel punto decisiva della vita, che si può chiamar l’ora della cristallizzazione. Si sapeva che questo sentimento, nato durante l’elaborazione della Valchiria, aveva provocato l’esplosione di Tristano e Isotta, l’opera più intima, più personale del maestro, considerata da lui stesso come il tipo del suo dramma musicale. Era notorio infine che, nell’anno 1858, i conflitti complessi e minacciosi, nati da una passione reciproca lungamente repressa, ma che alfine traboccava, avevano costretto Wagner a lasciare bruscamente Zurigo e l’asilo, offerto all’esule dai generosi benefattori, i coniugi Wesendonk, per rifugiarsi a Venezia. Nella sua Confessione ai miei amici, Wagner stesso svelò d’aver in quel tempo conosciuto “l’amore assoluto”, e affermò che questa rivelazione aveva trasformato da cima a fondo la sua arte e la sua filosofia...”

 

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Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.
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