Blog: la bottega di Manuzio

Categoria: Dieci righe dai libri

La fin de Venezia – Steno Catasso

  Poesia tratta da “Antologia della lirica veneziana” di Eugenio Vittoria   Bondì Venezia mia, ti sta andando in malora, sonada par che sia la to ultima ora per far un rebalton drento dei to canali che per secoli e secoli xe stai i to viali.     Co un brontolar de ton fra un bordelo infernal passa nel mio…

Diego Valeri, Venezia

C’è una città di questo mondo, ma così bella, ma così strana, che pare un gioco di fata morgana e una visione del cuor profondo. Avviluppata in un roseo velo, sta con sue chiese, palazzi, giardini, tutta sospesa tra due turchini, quello del mare, quello del cielo. Così mutevole!… A vederla nella mattina di sole bianco, splende d’un riso pallido…

Carlo Goldoni, Mémoires

Segreti in gondola…   La signora Passalacqua mi trattiene, assume un tono allegro, guarda fuori, trova il tempo bellissimo e mi propone di andare con lei a prendere il fresco in una gondola che aveva fatto venire a riva; io rifiuto; essa ne ride, insiste, mi prende per un braccio e mi tira: come fare a non seguirla? Entriamo in…

Il crollo del Campanile di San Marco

La mattina del 14 luglio 1902 alle ore 9.52 il Campanile di San Marco, vinto dalla stanchezza dei secoli, si accasciò su se stesso seppellendo la sottostante Loggetta ed investendo il fianco della Libreria di San Marco. L’angelo d’oro piombò davanti alla porta maggiore della Basilica, dove s’infranse. Nella sua rovinosa caduta il glorioso Campanile non offese neppure una persona e…

Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo

Il 25 giugno 1678 fu proclamata Dottore in filosofia all’Università di Padova Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo. Nata a Venezia il 5 giugno 1646, quintogenita del nobile veneziano Giovanni Battista Cornaro Piscopia, acquisì un’importanza tale che in Veneto si diffuse il detto “La xe ‘na Piscopia” per indicare una donna di grande cultura e talento.  Ricostruiamo…

Questa strana Venezia. Guida alle curiosità storiche e artistiche

Aneddoto sul Tintoretto. Jacopo Robusti, detto il “Tintoretto”, il grande pittore veneziano, non aveva troppa pazienza con i seccatori. Un giorno mentre stava lavorando all’immenso quadro ad olio del “Paradiso” che adorna la parete di fondo della Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale, gli si avvicinarono alcuni prelati e Senatori. Uno di costoro, vedendo che egli secondo il suo solito dipingeva…

Marin Faliero, il doge decapitato

  Venerdì 17 aprile 1355, giorno doppiamente infausto. Di sopra, in Sala del Collegio, dov’era stato convocato, il doge Falier fu esaminato da Giovanni Mocenigo consigliere, Giovanni Marcello capo dei Dieci, Luca da Lezze inquisitore e ser Orio Pasqualigo avogadore. Lui, l’ormai settantenne e tremebondo imputato, dovette restarsene in piedi. Gli venne contestata l’accusa di aver congiurato con altri contro…

Le grandi famiglie di Venezia

La carriera del patrizio   Il giovane patrizio entrava nel Maggior Consiglio a venticinque anni (ma ogni anno erano ammessi all’assemblea patrizia prima dei venticinque anni non meno di trenta giovani che avevano estratto a sorte una “balla d’oro” nella cerimonia di Santa Barbara). La Repubblica lo educava nei gradi inferiori delle magistrature, negli uffici e sulle galee, accanto agli anziani,…

Fantasie veneziane di Diego Valeri

A Venezia… Silenzi Qui, ogni più lieve suono o rumore è ingrandito naturalmente dalla camera di silenzio profonda in cui cade. Di notte, il bacio di due morosi appiattati in un angolo morto schiocca come uno schiaffo; il russare di un dormiente a finestre spalancate riempie un campiello delle sue vibrazioni cupe di contrabbasso; la tranquilla conversazione di due amici…

Processo al moro. Venezia 1811. Razzismo, follia, amore e morte

  L’accusa. La parola al procuratore Cotin giovine di 24 anni sentì destarsi nel petto le fiamme più vive per una fanciulla che colà [in casa Gritti] stavasi in qualità di cameriera; osò palesarle l’ardore che ella avea saputo ispirargli, e per istrana fatalità l’incauta donzella niente disgustata di quel tetro colore, non isdegnò l’omaggio del suo cuore. Non lasciò…