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Vita del doge Francesco Foscari, la sua politica, i suoi drammi


Riscopriamo una figura di rilievo nella storia della Serenissima e le sue tragiche vicende personali

 

ritratto foscari

Ritratto del doge Francesco Foscari, Museo Civico Correr, Venezia

Foscari nacque nel 1374 da Niccolò di San Simeone Piccolo. Secondo la tradizione nacque e visse i primi anni in Egitto, dove un eremita gli predisse la futura elezione a doge.
Nel 1401, a 27 anni, entrò nella vita pubblica veneziana divenendo membro delle Quarantìe e negli anni successivi scalò progressivamente posizioni:  si racconta che in Senato fosse ascoltato come un oracolo da quanto era efficace la sua dialettica. Il 15 aprile 1423 fu eletto doge con ventisei voti: aveva appena 49 anni.

porta carta

Venezia – Palazzo Ducale – Porta della Carta – Francesco Foscari inginocchiato davanti al leone di San Marco

Era uno dei maggiori esponenti del partito dei patrizi e sosteneva fortemente la necessità dell’espansione dello Stato nella penisola italiana: i trentaquattro anni del suo dogado furono quasi tutti funestati da guerre, contro il duca di Milano Filippo Maria Visconti, contro il suo successore Sforza e contro la Repubblica ambrosiana. I confini di Venezia dopo queste guerre arrivarono fino in Lombardia all’Adda, in Friuli nell’Isonzo e a Ravenna.

Allo stesso tempo rinnovò e abbellì la città: risalgono al suo dogado il completamento del Palazzo Ducale e nuove costruzioni quali il fondaco dei Tedeschi e il maestoso palazzo Foscari, dimora della sua famiglia e oggi sede dell’Università di Venezia.

foscari

Francesco Hayez – L’ultimo abboccamento di Jacopo Foscari con la propria famiglia prima di partire per l’esilio cui era stato condannato – Firenze, Galleria Palatina – 1852

È ricordato anche per le sue drammatiche vicende personali.
L’11 marzo 1430 tale Andrea Contarini detto “dal naso” lo aggredì con un pugnale all’uscita di Palazzo Ducale, non riuscendo ad ucciderlo e ferendolo solo in maniera lieve.

Il secondo episodio riguarda un membro della sua famiglia: Jacopo Foscari, l’unico dei suoi figli maschi sopravvissuto alla peste,  fu  condannato all’esilio nel 1445 per aver ricevuto doni da gentiluomini allo scopo di favorirli nei pubblici uffici, da comunità e persino dal duca di Milano; fu accusato, inoltre, della morte di Ermolao Donà, capo dei Dieci, che lo aveva processato. Morì nell’isola di Candia, dove era stato rinchiuso in carcere a vita.

mausoleo frari

Mausoleo del doge, Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, Venezia

Questo evento, unito all’età ormai avanzata (85 anni) e alla perenne presenza di oppositori interni, segnò la progressiva decadenza del Doge tanto che nell’ottobre del 1457 il Consiglio dei Dieci gli chiese di abdicare. Mancandogli ormai la forza di opporsi, si spogliò delle insegne dogali e uscì da palazzo Ducale a testa alta.
Il 30 ottobre venne eletto il suo successore Pasquale Malipiero e due giorni dopo, quasi simbolicamente, Foscari morì.

Il senso di colpa per l’umiliazione procuratagli fece sì che gli venissero organizzati solenni funerali di Stato. La sua tomba di trova ancora oggi nella chiesa dei Frari.

 

 

 

Informazioni tratte da “I dogi di Venezia nella vita pubblica e privata” di Andrea Da Mosto

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Riccardo Ravegnani

Riccardo Ravegnani

Laureato in strategie di comunicazione con una tesi in storia politica su Venezia nel secondo dopoguerra, comunicatore, web marketer con la passione del giornalismo. Si esprime con una massima di Peter Drucker “La cosa più importante nella comunicazione è ascoltare ciò che non viene detto”.

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