Blog: la bottega di Manuzio

Venezia con gli occhi degli scrittori romantici: il Canal Grande di notte

Dall’ultima parte del ‘700 e tutto l’800, scrittori e poeti stranieri che visitano Venezia ritrovano nella sua struttura monumentale e nella sua vita particolare le condizioni essenziali per considerarla la città ideale del Romanticismo.
Riportiamo qualche pennellata dai quadri descrittivi di qualcuno dei maggiori poeti europei.

 


William Beckford
(1759-1844)

Arriva a Venezia il 3 agosto 1780 e descrive una serata d’estate vista dalla sua finestra sul Canal Grande:

Nerly_canal Grande

Federico Paolo Nerly, Scorcio del Canal Grande con la chiesa della Salute


Come si avvicinò la notte, attraverso alle tende dinnanzi alle finestre si videro scintillare innumerevoli ceri. Ogni imbarcazione aveva la sua lanterna, e le gondole che si muovevano rapidamente erano seguite da scie di luce che brillavano e scherzavano sulle acque.

Stavo contemplando questi fuochi danzanti allorché lungo i canali si diffusero suoni di musica, e mentre essi si facevano via via più intensi, una nave illuminata (La Galleggiante) piena di suonatori uscì di sotto il Ponte di Rialto, e fermandosi sotto uno dei palazzi, cominciò una serenata, che fece tacere ogni altro clamore e interruppe ogni conversazione nelle gallerie e sotto i portici; finché, allontanandosi lentamente a remi, non fu più udita.

I gondolieri coglievan l’aria e ne ripetevano le cadenze, altri rispondevano nella distanza, e le loro voci, echeggiate dall’arco del ponte, prendevano un tono piangevole e commovente.

Mi ritirai per riposare, tutto pervaso da quel suono; e a lungo, dopo che io mi fui addormentato, la melodia seguitò a vibrar nei miei orecchi.

 

(da Viaggi e turismo a Venezia dal 1500 al 1900 di Alberto Cosulich)


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Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.
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