Blog: la bottega di Manuzio

Venezia e le sue colonie, lo “Stato da mar”

 

crociata

Eugène Delacroix, Entrata dei crociati a Costantinopoli.

La creazione dei domini coloniali veneziani venne avviata attorno al 1000 quando fu conquistata la Dalmazia ed ebbe la sua massima espansione in Levante con la quarta Crociata (1202-1204) quando Venezia, dopo la conquista dell’impero di Costantinopoli, si assicurò il possesso dei tre ottavi dell’impero di Bisanzio. I Veneziani ottennero così il dominio di importanti territori come Corfù, Corone e Modone nel Peloponneso, l’isola di Creta, parte dell’Eubea (Negroponte), le isolette dell’arcipelago greco, una parte della città di Costantinopoli e altri ancora.

creta leone

Rappresentazione del 1651 raffigurante Candia protetta dal Leone di San Marco.

L’impero coloniale che si formò in questa circostanza andò soggetto a molti aggiustamenti nel corso del tempo, dovuti dapprima alla riconquista bizantina poi all’espansione dei Turchi Ottomani o anche a occasionali ampliamenti degli stessi possedimenti da parte della Serenissima. Con la pace del 1479, ad esempio, Venezia dovette cedere ai Turchi Negroponte, le Sporadi, Lemno, Argo e due centri dell’Albania. Queste perdite vennero almeno in parte compensate di lì a poco dell’acquisizione di Cipro a seguito del matrimonio fra Caterina Cornaro e il re dell’isola Giacomo II di Lusignano: dopo la morte di questo, nel 1473, i governanti veneziani indussero infatti la vedova a cederla alla madrepatria. Pochi anni dopo al contrario vennero perdute Corone e Modone, cedute ai Turchi, che se ne erano impossessati, a seguito di una guerra sfortunata. Nel Cinquecento, secolo difficile per Venezia, fu la volta di Cipro che cadde in mano turca dopo un lungo assedio: l’ultima ad arrendersi nel 1571 fu la città di Famagosta, difesa dal capitano generale Marcantonio Bragadin, messo poi a morte orribilmente dai conquistatori.

morosini

Francesco Morosini, ritratto in una medaglia commemorativa del 1688 per la conquista veneziana della Morea.

Nel Seicento fu la volta di Creta, dove i Turchi sbarcarono nel 1645, e questa nonostante la strenua difesa di Venezia, che vi condusse una guerra durata 24 anni (“ la guerra di Candia”), alla fine passò in mano ottomana. Con questo episodio la secolare presenza veneziana in Levante, in quello che allora si definiva “lo stato da mar”, sembrava conclusa, ma una serie di circostanze favorevoli portò la repubblica a una imprevedibile controffensiva. Venezia prese infatti parte alla “sacra lega” antiturca promossa dall’Austria e, con fortunate operazioni marittime e terrestri, Francesco Morosini riuscì a riconquistare buona parte del Peloponneso, che venne poi ufficialmente assegnato a Venezia con il trattato di Carlowitz del 1699. Fu tuttavia un successo di breve durata perché i Turchi contrattaccarono nel 1714 cacciando i Veneziani dalla regione. Con la successiva pace di Passarowitz (nel 1718) infine Venezia fu costretta a rinunciare alla sua presenza in Levante e del suo impero coloniale restarono, fino alla caduta della Repubblica nel 1797, soltanto i possedimenti in Istria, Dalmazia, le isole ionie e pochi pezzi di terra in Albania.

 

 

 

 

 

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