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Le grandi famiglie veneziane: i Falier

Il Libro d’Oro del patriziato veneziano attesta con precisione quali siano state le “grandi famiglie” che parteciparono all’oligarchia della Serenissima nel corso dei secoli. Evitando un elenco completo che sarebbe tedioso, ci si limita qui a ricordare alcune di quelle “grandi famiglie” che diedero alla Repubblica i suoi “sovrani”. Da Orso Ipato a Ludovico Manin, Venezia ebbe 118 dogi, appartenenti a 59 famiglie.

 

stemma falier

Stemma del casato Falier

Falier

Le origini dei Falier si perdono nella leggenda: secondo la tradizione la famiglia sarebbe proveniente Fano, da cui passò poi a Padova e infine a Venezia. Si tratta comunque di una famiglia “apostolica” (ossia compresa fra le dodici che parteciparono all’elezione del primo doge) che annoverò tre dogi ma fu tragicamente celebre soprattutto per il terzo: Marino, che nel 1355 fu decapitato per tradimento.

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Palazzo Falier ai Santi Apostoli

Riconosciuto colpevole di aver tramato, appoggiandosi sull’elemento popolare e marinaresco, per mettere fuori gioco il Maggior Consiglio, il Falier fu condannato a morte dal Consiglio dei Dieci e giustiziato sul pianerottolo della scalinata interna di Palazzo Ducale.
A ricordo di questa tragica figura esiste ancora il maestoso Palazzo Falier, tra le cui mura fu architettato il complotto, che sorge ai piedi del Ponte dei Santi Apostoli (Cannaregio 5643). (v. art. 23/09/2015)

Prima di Marino, sempre della famiglia, erano stati eletti Vitale, nel 1084, e Ordelaffo, nel 1102.

Pala-OroA quest’ultimo si attribuisce il merito della fondazione dell’Arsenale, testimoniata dall’erezione di un muro che ne delimitasse l’area (1104). Inoltre Ordelaffo spese molte energie e sostanze per la costruzione della Basilica di San Marco: risalgono a questo periodo numerosi interventi sulla celebre Pala d’Oro. Le dieci placchette smaltate con gli episodi sulla vita di San Marco e la traslazione del suo corpo a Venezia furono infatti commissionate nel periodo in cui fu in carica questo doge (1102-1118). Costituiscono il più antico dei cicli figurativi della Basilica e la prima serie di immagini in cui si individuano i capisaldi della Legenda marciana.

 

(Marc’Antonio Bragadin e Maria Grazia Siliato, Le grandi famiglie di Venezia, 1973)

 

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Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.
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