Blog: la bottega di Manuzio

Le grandi famiglie di Venezia: I Contarini

 

Il Libro d’Oro del patriziato veneziano attesta con precisione quali siano state le “grandi famiglie” che parteciparono all’oligarchia della Serenissima nel corso dei secoli. Evitando un elenco completo che sarebbe tedioso, ci si limita qui a ricordare alcune di quelle “grandi famiglie” che diedero alla Repubblica i suoi “sovrani”. Da Orso Ipato a Ludovico Manin, Venezia ebbe 118 dogi, appartenenti a 59 famiglie.

 

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Stemma dei Contarini

Contarini

Una delle più antiche famiglie veneziane, compresa fra le dodici “apostoliche”. La leggenda ne fa risalire l’origine agli Aurelii Cotta di Roma che, essendo prefetti nella regione del Reno, venivano detti Cotta Rheni o Conti del Reno, da cui il cognome Contarini.

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Gianbattista Tiepolo, Il ricevimento di Enrico III a villa Contarini

Fu estremamente ricca e molto prolifica, ma secondo gli elenchi nobiliari sarebbe ora estinta. I Contarini legarono il loro nome ai più bei palazzi di Venezia: la Ca’ d’Oro, il palazzo del Bovolo e lo stesso Palazzo ducale. Fu l’unica famiglia ad annoverare ben otto dogi: da Domenico, eletto nel 1043, ad Alvise nel 1676. Diede alla Serenissima anche diverse altre personalità di rilievo come ecclesiastici, politici e militari. 

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La Scala Contarini del Bovolo

I Contarini “di San Paternian” (di cui, secondo il Barbaro, si ha notizia almeno dal 1261 con un Paolo) furono in seguito soprannominati “dal Bovolo” quando, sul finire del Quattrocento, Pietro Contarini ornò l’esterno della sua dimora con una caratteristica scala a chiocciola (bòvolo significa “chiocciola” in veneziano). 

 

(Marc’Antonio Bragadin e Maria Grazia Siliato, Le grandi famiglie di Venezia, 1973)

 

 

 

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Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.

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