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Le grandi famiglie di Venezia: i Mocenigo

Il Libro d’Oro del patriziato veneziano attesta con precisione quali siano state le “grandi famiglie” che parteciparono all’oligarchia della Serenissima nel corso dei secoli. Evitando un elenco completo che sarebbe tedioso, ci si limita qui a ricordare alcune di quelle “grandi famiglie” che diedero alla Repubblica i suoi “sovrani”. Da Orso Ipato a Ludovico Manin, Venezia ebbe 118 dogi, appartenenti a 59 famiglie.

 

Stemma_della_famiglia_Mocenigo

Stemma della famiglia Mocenigo

Mocenigo

palazzo mocenigo logo

Palazzo Mocenigo Ca’ Vecchia

Questa famiglia potente e ricchissima appartenne al gruppo delle “nuove”, di cui fu a capo per secoli. Fu menzionata per la prima volta in un atto del 1122 e annoverò ben sette dogi. Il primo, Tommasone, in carica nel 1414 e l’ultimo, Alvise IV, nel 1763.
La sua storia è particolarmente legata alle vicende della repubblica degli ultimi due secoli: la discendenza offrì molti valorosi guerrieri e abili politici.

Celebre fu la vicenda che ebbe per protagonista un Mocenigo, Giovanni, e per sfondo la residenza di questo, Palazzo Mocenigo Ca’ Vecchia, palazzo del XV secolo affacciato sul Canal Grande a San Samuele.
Si narra che qui, nel 1592, il patrizio ospitò Giordano Bruno, il celebre frate e filosofo originario di Nola, dal quale voleva apprendere le arti della memoria e altre discipline magiche. Ma il tempo passava e Mocenigo non notava alcun miglioramento, anzi iniziò ad essere invidioso del maestro: Il 23 maggio 1593 decise di denunciarlo all’Inquisizione di Venezia per blasfemia e altri reati contro la religione.


palazzo mocenigo logo 1La sera stessa Giordano Bruno venne prelevato dalle guardie dalla casa di Mocenigo, che prima l’aveva fatto incatenare e rinchiudere nel solaio, arrestato e trasferito nelle carceri del Sant’Uffizio di San Domenico di Castello (attuale Via Garibaldi). Bruno fu poi trasferito a Roma e, il 17 febbraio 1600, bruciato come eretico con un’esecuzione cruenta. Le sue ceneri furono buttate nel Tevere.
palazzo mocenigo logo 2Da allora, Palazzo Mocenigo Ca’ Vecchia viene ricordato per un’inquietante leggenda: ogni anno, nel giorno dell’esecuzione del frate, il sua fantasma si manifesterebbe con fenomeni paranormali.
La discendenza maschile dei Mocenigo si è estinta agli inizi del Novecento.

(Marc’Antonio Bragadin e Maria Grazia Siliato, Le grandi famiglie di Venezia, 1973 e Un sogno chiamato Venezia, a cura di Aldo Rossi, Venezia 2015)

 

 

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Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.

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