Blog: la bottega di Manuzio

La Sortita di Forte Marghera raccontata da un protagonista

La sortita di Mestre del 27 ottobre 1848.

La sortita di Mestre del 27 ottobre 1848.

All’alba del 27 ottobre 1848 un esercito di oltre duemila veneziani attaccò di sorpresa Mestre per liberarla dagli austriaci, riuscendo a mettere in fuga questi ultimi verso Treviso.
Andiamo alla scoperta della Sortita di Forte Marghera raccontata da un protagonista, il mestrino allora ventenne Placido Aldighieri, che ricorda la sua esperienza nel testo Memorie di un veterano 1848-49.

 

$_57La Lombardia e il Veneto erano ormai occupati dagli Austriaci, e non restava che Venezia sola, da tutti abbandonata, però doveva resistere ad ogni costo e non cedere vigliaccamente.
Venezia dunque stretta d’assedio per mare e per terra, sentiva bisogno estremo di vettovagliarsi perché alle porte delle abitazioni batteva la fame; altra cosa ancora contrastava ed era che i nostri soldati animati dal felice esito d’una antecedente sortita eseguita al Cavallino, questi bisbigliavano, e mostravano ardente desiderio che venisse pure ordinata altra sortita dal forte di Marghera, e dare così una più forte lezione agli Austriaci.

Lo stesso Generale Guglielmo Pepe Ministro della guerra e comandante supremo di tutte le truppe dell’Estuario, aveva già fatto proposta al governo della Repubblica di fare una sortita dal forte di Marghera. Nel piano la cosa principale era quella di forzare il nemico a sloggiare dalla Stazione della Ferrovia di Mestre, ed a ogni costo far tacere le batterie di Fusina. 
Il farmacista Signor Luigi Reali di Mestre aveva già informato il Governo della Repubblica di Venezia di quanta forza Austriaca era sparsa nel cerchio d’assedio della fortezza di Marghera, e quanta fosse la riserva. Da un Consiglio di guerra veniva quindi sotto il più scrupoloso silenzio fissato il giorno della sortita, che fu il 27 ottobre 1848; fu pure destinata quanta forza dovesse far parte di tale combattimento.

08Il nostro corpo di spedizione ammontava a 2020 uomini: il Generale Pepe aspettò la mattina del 26 ottobre per chiamare a rapporto il comandante la fortezza di Marghera e tutti comandanti dei reggimenti: il Generale Pepe faceva quindi partecipe a questi comandanti che alla notte del 27 ottobre sarebbero sortiti da Marghera e raccomandava segretezza.

Allo scoccare delle tre di notte nei due grandi quartieri di Marghera e così quelli aquartierati nelle baracche, si vedevano di soppiatto silenziosi con un piccolo lumicino girare alcuni Caporali e Sergenti, e questi portarsi nelle camerate e svegliare i soldati, i quali restavano molto sorpresi per il modo in cui venivano chiamati; ma alle loro domande veniva risposto che dovevano far sacrificio e di solo ubbidire, di vestirsi con armi e bagaglio.

Tutto era pronto alla partenza, gli ordini erano già stati dati di abbassare le porte della fortezza per sortire! (…)


 

Per conoscere l’intero racconto, acquista il libro Memorie di un veterano 1848-49 di Placido Aldighieri!

 

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Riccardo Ravegnani

Riccardo Ravegnani

Laureato in strategie di comunicazione con una tesi in storia politica su Venezia nel secondo dopoguerra, comunicatore, web marketer con la passione del giornalismo. Si esprime con una massima di Peter Drucker “La cosa più importante nella comunicazione è ascoltare ciò che non viene detto”.

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