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La quarta crociata o crociata dei Veneziani (1204)/1

La conquista della città cristiana di Zara da parte dei crociati fu la prima anomalia che anticipò gli eventi futuri

 

Il doge Enrico Dandolo annuncia la partecipazione alla crociata nella Basilica di San Marco_incisione Gustave Doré

Il doge Enrico Dandolo annuncia la partecipazione alla crociata nella Basilica di San Marco, incisione di Gustave Doré

La quarta crociata o crociata dei Veneziani venne bandita nel 1198 da papa Innocenzo III. Il suo invito fu raccolto prima dalla feudalità francese e fiamminga, a cui si unirono in seguito i signori tedeschi e dell’Italia settentrionale. A differenza di quanto accaduto nella crociata precedente, questa volta non presero parte alla spedizione re o imperatori, ma soltanto feudatari di diversa importanza; capo riconosciuto ne fu il conte Tibaldo di Champagne, che però morì nel 1201 e venne sostituito dal marchese Bonifacio di Monferrato. I partecipanti si accordarono per raggiungere l’Egitto via mare e, per procurarsi una flotta adeguata, si rivolsero a Venezia.

Furono avviate trattative con la repubblica e, nell’aprile del 1201, venne concluso un trattato in forza del quale Venezia avrebbe preso parte all’impresa offrendo le navi e i viveri  necessari per un anno contro il pagamento di una forte somma di denaro. In più i Veneziani avrebbero fornito una scorta di cinquanta galere, a condizione di ricevere in cambio metà delle conquiste future. Come data del raduno a Venezia, fu stabilito il giorno di S. Giovanni, cioè il 29 giugno del 1202.

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Tintoretto, La battaglia di Zara

I crociati iniziarono ad affluire a Venezia fra l’aprile e il giugno 1202 ma, quando arrivò il momento della partenza, non fu possibile raccogliere tutta la somma necessaria per pagare il trasporto. Il doge Enrico Dandolo propose allora di conquistare per conto del comune la città di Zara, che a questo si era ribellata, e di ottenere così una dilazione nel pagamento. La proposta suscitò molte perplessità, ma i crociati non poterono fare altro che acconsentire e, l’8 novembre 1202, la flotta prese finalmente il largo alla volta dell’Oriente. Doveva essere composta, secondo i calcoli più accreditati, da 202 navi di diverso genere, che imbarcavano circa diciassettemila veneziani e più di trentaduemila crociati. Prese parte alla spedizione anche l’anziano doge Dandolo, che doveva avere superato i novant’anni ed era quasi cieco, a seguito di un incidente capitatogli circa tre decenni prima quando si era recato in ambasceria a Costantinopoli.

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Andrea Vicentino, I crociati assediano Zara

Zara venne conquistata senza fatica e le truppe vi si fermarono a svernare. La conquista di questa città cristiana, che per di più venne messa a sacco, fu il primo avvenimento anomalo della quarta crociata e lasciò intravvedere un esito assai lontano dagli scopi ufficiali; alla notizia del fatto, papa Innocenzo III scomunicò la spedizione ma poi, rendendosi conto che i crociati erano stati costretti a prendere Zara, li perdonò mantenendo soltanto la scomunica per i Veneziani.

Quanto era accaduto a Zara, tuttavia, non faceva altro che anticipare gli avvenimenti futuri. Durante la sosta invernale, infatti, i crociati furono raggiunti dagli ambasciatori di Alessio Angelo, figlio dell’ex imperatore bizantino Isacco II, che nel 1195 era stato deposto e fatto accecare dal fratello Alessio III e, al momento, si trovava incarcerato a Costantinopoli. Alessio il giovane era stato imprigionato assieme al padre, ma nel 1201 era  riuscito a fuggire recandosi in Germania alla corte del cognato Filippo di Svevia.

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Il doge Enrico Dandolo

Alessio Angelo, con i buoni uffici del cognato, propose ai crociati di aiutarlo a recuperare il trono, offrendo in cambio condizioni vantaggiosissime. Prometteva  una somma enorme di denaro (pari a più del doppio di quanto richiesto dai Veneziani per il traghetto), di rifornire la spedizione e aiutare militarmente la conquista dell’Egitto, di provvedere al mantenimento di un corpo di cinquecento cavalieri in Terrasanta e, infine, la sottomissione della chiesa bizantina a quella romana. La sua proposta venne accolta con particolare favore dal doge e da Bonifacio di Monferrato e trovò molti consensi tra i capi della spedizione. 

Fu raggiunta rapidamente un’intesa e, nella primavera dell’anno successivo, arrivò anche il principe Alessio, che raggiunse la flotta crociata a Corfù e qui sottoscrisse un trattato con i suoi nuovi alleati. Da Corfù, il 25 maggio, le navi presero il largo alla volta di Costantinopoli dove arrivarono il 23 giugno…

(Bibliografia: Quarta Crociata. Venezia Bisanzio Impero latino)

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Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.

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