Blog: la bottega di Manuzio

La dogaressa bizantina che sconvolse per il suo lusso


Quando a Venezia usare la forchetta era ritenuto un peccato


morosina - La dogaressa bizantina che sconvolse per il suo lussoOriente e Occidente, due mondi a confronto sullo sfondo di un unico palcoscenico: Venezia. Nel burrascoso clima dei primi secoli, quando a rivalità interne si intrecciavano minacce provenienti dall’esterno, alcune donne giunsero nella città di San Marco da Constantinopoli per unirsi in matrimonio con la più alta carica politica, il doge.

I matrimoni con donne straniere, abituale strumento per creare o suggellare legami tra le più autorevoli famiglie veneziane e le potenze estere, nel caso in questione si inserivano nel quadro degli stretti rapporti con la capitale d’Oriente, che per lungo tempo fu per Venezia un modello di vita, anche al di là dei vincoli di subordinazione politica.

Una volta arrivate in laguna, queste donne di stirpe imperiale dovettero adeguarsi a costumi di una Venezia rustica, ben diversa dalla raffinata corte di Bisanzio, e al contempo introdussero delle novità, fortemente disapprovate dai tradizionalisti. Tra queste, l’uso della forchetta. Ma vediamo in dettaglio.

dogaressa - La dogaressa bizantina che sconvolse per il suo lussoUna dogaressa greca di stirpe imperiale approdò a Venezia per andare in sposa al doge Domenico Selvo, al potere dal 1071 al 1084. Si trattava con ogni probabilità di una parente dell’imperatore Michele VII Ducas, forse la sorella Teodora. Con questo gesto, il sovrano tentava disperatamente di spingere all’azione e i veneziani contro i normanni, che occupavano le città bizantine dell’Italia meridionale e il cui capo, Roberto il Guiscardo, mirava in maniera sempre più preoccupante all’invasione di Constantinopoli.

La principessa era splendida per il suo lusso, se a lei si deve attribuire la leggenda di una “donna di Constantinopoli”, raccontata da san Pier Damiani e inserita in un opuscolo ascetico, L’Institutio monialis, che aveva l’obiettivo moralistico di salvare i cristiani d’Occidente dagli usi decadenti dell’Oriente.

Stando a quanto riferisce Damiani, Teodora non si lavava con l’acqua comune ma con la rugiada del cielo, che i suoi servi raccoglievano in quantità sufficiente per preparare un bagno; non toccava il cibo con le mani ma lo faceva tagliare in piccoli pezzi dagli eunuchi al suo servizio, portandolo alla bocca con forchettine d’oro a due o tre denti; la sua stanza da letto profumava di ogni genere di essenze e incensi, che nascondevano al suo delicato olfatto il fetore della laguna.

san marco - La dogaressa bizantina che sconvolse per il suo lussoQuesti costumi “corrotti” – a detta di Pier Damiani – suscitarono lo sdegno non solo degli uomini ma anche quello di Dio; come contrappasso alla sua esistenza, la peccatrice fu punita con una malattia orribile, che corrompeva le carni e spargeva un puzza insopportabile, tollerata a malapena da un’unica cameriera.

Il ricordo della dogaressa bizantina che sconvolse per il suo lusso rimase vivo nei secoli, colpendo fortemente l’immaginario. Ispirandosi alla leggenda la fantasia di D’Annunzio creò, nel poema Sogno d’un tramonto d’autunno, la meretrice Pantea, che ogni mattina faceva raccogliere la rugiada nei campi per bagnare il proprio corpo, proprio come Teodora Selvo, “la greca, figlia dell’imperatore Costantino”. La donna percorreva ogni notte il Brenta sul suo Bucintoro e lì ospitava la numerosa schiera dei suoi amanti, ammaliandoli come una sirena con il canto…

 

The following two tabs change content below.
Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.
Elisabetta Ravegnani

Ultimi post di Elisabetta Ravegnani (vedi tutti)

Commenta questo articolo

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *