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Icone veneziane: la Madonna Nicopeia

Di origine bizantina, custodita nella chiesa di San Marco, è tuttora oggetto di venerazione

 

nicopea

Venezia, chiesa di S. Marco, la Madonna Nicopeia. L’icona venne depredata dei gioielli che la ornavano il 23 febbraio 1979. Il 7 giugno 2000 furono sostituiti i pendenti, gli orecchini, il diadema e la collana, tutti di nuova fattura ma identici agli originali. I gioielli sono ora custoditi in San marco nei locali del Tesoro.

La Madonna Nicopeia è un’immagine sacra su tavola di legno custodita nella basilica di San Marco a Venezia, oggi esposta nell’omonima cappella all’inizio del transetto sinistro.

L’icona della Vergine Nicopea (ossia “apportatrice di Vittoria” del tipo iconografico che mostra la Vergine con il bambino davanti al petto) fu probabilmente portata da Costantinopoli ed è tuttora oggetto di venerazione a Venezia.

Secondo alcuni studiosi potrebbe trattarsi dell’icona che i sovrani di Bisanzio erano soliti portare in battaglia e che venne sottratta dai crociati all’imperatore Alessio V in uno scontro svoltosi nel 1204 davanti alle mura di Costantinopoli.

L’immagine potrebbe poi essere stata collocata nella chiesa di S. Sofia ed essere identificata con quella ivi sottratta a forza dai veneziani residenti nella città imperiale; questi poi l’avrebbero portata nella chiesa del Pantokrator, nel cui monastero attiguo avevano il quartier generale durante la dominazione latina di Costantinopoli.

Il furto suscitò lo sdegno del nuovo patriarca latino, il veneziano Tomaso Morosini, che si rivolse a papa Innocenzo III lamentando la profanazione sacrilega. Il papa intervenne ma non riuscì ad ottenere la restituzione dell’icona, che verosimilmente venne trasferita a Venezia quando, nel 1261, l’impero latino cadde e Costantinopoli tornò sotto il dominio bizantino.


(Renato D’Antiga, Guida alla Venezia bizantina, 2005)

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Elisabetta Ravegnani

Elisabetta Ravegnani

Ama i libri fin da bambina. Prima li legge, poi li colleziona, poi li studia, infine decide di raccoglierli. E crea una libreria. Piccola, fuori dagli itinerari commerciali, con lo scopo di offrire quel qualcosa in più, che non si trova sempre in giro. Qualche anno dopo la laurea in Lettere, unendo la passione editoriale con quella per Venezia, si inventa La bottega di Manuzio. Che ancora oggi cresce, con passione, ogni giorno.
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